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MUSHI 虫. Libellule e altri insetti nella pittura di Stéphane Dubé

Stéphane Dubé

May 8 – Aug 30

Museo d'Arte Orientale Venezia
Museum

Museo d'Arte Orientale Venezia

Santa Croce, 2076, 30135 30135

10am-6pm (varies by day, closed Wednesdays)

Admission

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Free Admission

Opening: 8 maggio 2026, ore 15,00 | Ingresso gratuito su invito

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Dall'8 maggio al 30 agosto 2026, al Museo d'Arte Orientale di Venezia, sarà possibile visitare la mostra MUSHI 虫. Libellule e altri insetti nella pittura di Stéphane Dubé. L'esposizione, a cura di Marta Boscolo Marchi, Sachiko Natsume e Giulia Passante, è frutto della collaborazione tra la Direzione regionale Musei nazionali Veneto – Museo d'Arte Orientale e Galleria Sachiko Natsume. Saranno esposte ventisette opere originali dell'artista, realizzate a gouache su carta, dedicate agli insetti e organizzate in tre sezioni. La prima, Libellule, propone un dialogo tra le opere dell'artista e la collezione del Museo, dove la libellula, insetto combattivo e tenace, appare frequentemente sulla superficie di articoli militari, netsuke, portapipe, ma anche piccoli mobili. La copiosa presenza di questo insetto, elegante e leggero, e l'essenzialità formale delle sue fattezze, ha ispirato all'artista una serie di quattro grandi composizioni dove la ripetizione produce un pattern ritmico analogo a quello del volo di queste creature. L'incanto formale e la possibilità di ridurre la morfologia di questi animali a una sintesi grafica ha spinto Stéphane Dubé a produrre tra il 2019 e il 2022 una nutrita sequenza di immagini dedicata alle falene che, stanti e immobili, sono inscrivibili nella forma del triangolo. A questa fanno eco le teste di insetto, che l'artista chiama "testa-occhi", dove la complessità della superficie, suggerita dai depositi materici e irregolari della gouache, rimanda alla multiformità della visione. Insetto notturno, la falena simboleggia la capacità di orientarsi nel buio e vedere oltre. Chiude l'esposizione la serie dedicata ai serpenti morti. Nella cultura giapponese il termine 蛇, hebi, si lega al mondo degli insetti tramite il radicale 虫. Il serpente è percepito come una creatura di buon auspicio che porta saggezza, protezione, fertilità, ma anche rinascita e guarigione, per la sua capacità di trasformarsi e modificare la propria pelle. La mostra presenta otto delle cinquanta pitture del ciclo "Serpente morto", che hanno conosciuto uno sviluppo stilistico importante, passando dal serpente in movimento, al serpente massiccio e monumentale, sino a una forma più epurata e quasi aerea, come se, anche nella morte, il serpente avesse continuato a mutare. Stéphane Dubé è nato nel 1959. Tra il 1979 e il 1981 si trasferisce a Varsavia per studiare all'Accademia di Belle Arti come borsista del governo polacco e successivamente, tra il 1989 e il 1990 all'Accademia di Belle Arti di Kyoto come borsista del governo giapponese. Dal 2024 l'artista vive a Toyama, non lontano dal mare del Giappone, tra montagne e risaie.

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