
Canicula
Lawrence Abu Hamdan, Massimo D'Anolfi, Martina Parenti, Roman Khimei, Yarema Malashchuk, Janis Rafa, P. Staff, Wang Tuo, Yuyan Wang, Maya Watanabe
Complesso dell’Ospedaletto
Barbaria delle, Barbaria de le Tole, 6691, Venice, IT 30122
By reservation only.
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Free Admission
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Fondazione In Between Art Film presenta Canicula, una mostra collettiva che aprirà il 6 maggio 2026 al Complesso dell'Ospedaletto di Venezia in occasione della 61ª Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia. Curata da Alessandro Rabottini e Leonardo Bigazzi, rispettivamente direttore artistico e curatore della Fondazione, Canicula è il terzo e ultimo capitolo della Trilogia delle incertezze, una serie di mostre concepite da Fondazione In Between Art Film che hanno trasformato di volta in volta il Complesso dell'Ospedaletto in un'architettura cinematografica. A partire dal 2022 con Penumbra e proseguendo nel 2024 con Nebula, ogni capitolo della trilogia è stato ispirato da un diverso fenomeno atmosferico, assunto come strumento per esplorare le condizioni della visione e le loro associazioni metaforiche con la condizione umana. Canicula presenterà per la prima volta otto nuove installazioni video site-specific commissionate a Lawrence Abu Hamdan (1985, Giordania), Massimo D'Anolfi e Martina Parenti (1974, Italia/1972, Italia), Roman Khimei e Yarema Malashchuk (1992, Ucraina/1993, Ucraina), Janis Rafa (1984, Grecia), P. Staff (1987, Regno Unito), Wang Tuo (1984, Cina), Yuyan Wang (1989, Cina) e Maya Watanabe (1983, Perù). Tutte le opere sono state commissionate e prodotte da Fondazione In Between Art Film, l'istituzione ideata da Beatrice Bulgari per promuovere la cultura delle immagini in movimento e sostenere artisti, istituzioni e teorici internazionali. «Canicula», termine latino che significa «piccolo cane», è oggi ampiamente utilizzato per indicare i giorni più caldi dell'estate, un periodo dell'anno che in diverse culture mediterranee antiche era associato sia a grande abbondanza sia a esiti catastrofici. Se Penumbra ha esplorato l'ambiguità della luce fioca e Nebula il disorientamento indotto dalla nebbia, Canicula si concentrerà sulla luminosità accecante e sul caldo torrido: condizioni che ingannano i sensi e sollevano interrogativi sull'affidabilità della vista e sulle interpretazioni del reale che essa produce. L'architettura composita del Complesso dell'Ospedaletto – che comprende la chiesa di Santa Maria dei Derelitti, la Sala della Musica con i suoi affreschi, l'antica farmacia e le aree della moderna casa di riposo – sarà trasformata per accogliere le nuove video installazioni commissionate, dando vita a un intenso dialogo visivo e sonoro. Il progetto di allestimento è curato da Ippolito Pestellini Laparelli e dal suo studio milanese 2050+. Il progetto espositivo prende le mosse da fenomeni di luce e calore estremi, considerati come cornici materiali e metaforiche entro cui la materia, le persone e le idee sono sottoposte a una forte pressione. Il sovraccarico di immagini, la distorsione delle informazioni, la saturazione della memoria, l'abuso di potere e le temperature opprimenti stanno conducendo le società – e, di fatto, la Terra stessa – sull'orlo del collasso. Le opere richiamano le sensazioni legate all'atmosfera gravosa del presente, evocando processi di consumo ed erosione tanto interni quanto esterni.... leggi il resto dell'articolo» Le opere in mostra Lawrence Abu Hamdan – 450XL: The Story of a Fugitive Sound (2026): video installazione multicanale che riflette sul potenziale politico del silenzio e sull'uso di armi progettate per disperdere le proteste collettive e non violente. Massimo D'Anolfi e Martina Parenti – 24 Landscapes + A Vision (2026): video installazione a tre canali che contempla il dramma della vita e il suo continuo divenire attraverso cicli di distruzione e rinnovamento, su una progressione cromatica che conduce dall'oscurità alla luce. Roman Khimei e Yarema Malashchuk – Affirmations (2026): video installazione multicanale che conduce dentro la tragica banalità della violenza, attraverso una sequenza di testimonianze fittizie in cui anziani soldati russi in punto di morte ricordano il proprio coinvolgimento nella guerra contro l'Ucraina. Janis Rafa – Sacrificial Transgressions (titolo provvisorio, 2026): video installazione concepita come una meditazione poetica sulla tensione tra sopravvivenza e sacrificio, che muove dalle infrastrutture industriali della produzione di carne per rivelare le dinamiche politiche ed economiche attraverso cui l'essere umano sfrutta e consuma altri corpi. P. Staff – Terminal Lucidity (2026): esplorazione metaforica e materiale dell'omonimo fenomeno che evoca, mediante una molteplicità di tecniche visive, un mondo perturbante attraversato da illusioni sensoriali, interrogando la possibilità che un film – per non dire la realtà stessa – possa svolgersi interamente nel campo di un'illusione ottica. Wang Tuo – The Experimental Paradigm of Ownership and Autonomy (2026): video installazione a due canali che affronta la condizione postumana contemporanea, evidenziando l'ibridazione del corpo umano con le macchine e la tensione tra la tecnologia come estensione protesica e come deposito di coscienza e memoria. Yuyan Wang – Sweet Dreams (Are Made of Sludge) (titolo provvisorio, 2026): video installazione composta da filmati trovati online che mostrano macchine industriali nei loro cicli di costante ottimizzazione, aggiornamento e riparazione, all'interno del loro inevitabile destino di sovraccarico e decadimento. Maya Watanabe – Jarkov (2025–26): video installazione incentrata su Jarkov, un mammut lanoso di 20.000 anni fa trovato nella tundra artica, che si confronta con scale temporali che superano di gran lunga la comprensione umana. Simposio e catalogo Canicula sarà accompagnata da un programma di approfondimenti interdisciplinari curato da Bianca Stoppani, curatora dei programmi editoriali e discorsivi della Fondazione, organizzato in collaborazione con Palazzo Grassi – Pinault Collection Venezia al Teatrino di Palazzo Grassi il 26-27 ottobre 2026. Il simposio coinvolgerà gli artisti presenti in mostra ed espanderà il dibattito riguardo alle loro pratiche attraverso momenti discorsivi, proiezioni e contributi performativi. Il catalogo, a cura di Bianca Stoppani con Alessandro Rabottini e Leonardo Bigazzi, verrà pubblicato da Marsilio Arte nell'autunno 2026 e includerà testi appositamente commissionati sulle nuove opere di tutti gli artisti in mostra.